Aprile 14, 2019

Programma: Rifiuti e igiene urbana

Rifiuti e igiene urbana

LO SCENARIO

L’attuale situazione dei rifiuti nella nostra città può essere brevemente descritta sintetizzando le dichiarazioni che il Direttore dell’AURI ha reso nel corso di un’audizione dell’”Osservatorio sui rifiuti” del Comune di Perugia tenutasi nel mese di settembre 2018.

L’Osservatorio è stato istituito con delibera del Consiglio Comunale del 05/04/2017 con l’obiettivo di diventare un tramite tra i cittadini e le istituzioni sulle questioni inerenti i rifiuti.

L’AURI (Autorità Umbra Rifiuti e Idrico), che rappresenta tutti i Comuni umbri, è divenuta operativa il 1 aprile del 2017 ed ha come obiettivo prioritario quello di individuare un gestore unico regionale nel settore dei rifiuti. L’AURI ha predisposto un documento di programmazione denominato “Piano d’Ambito” – propedeutico alla redazione di un nuovo piano regionale dei rifiuti – che è stato inviato alla Giunta Regionale la quale deve avviare la fase istruttoria e la VAS (Valutazione Ambientale Startegica). Quindi dopo due anni dall’insediamento dell’AURI, il Piano d’ambito è ancora in fase istruttoria.

In sintesi, nel verbale di audizione dell’AURI, si legge:

  • la situazione nel territorio perugino è molto preoccupante dopo la chiusura del bireattore di Borgo Giglione e la necessità di portare il sottovaglio da Ponte Rio fuori Regione . ….Teniamo conto che quest’anno (2018) sono andate fuori regione 15-20 mila tonnellate di sottovaglio perugino ……. nel 2019 probabile che qualcosa vada ancora fuori regione, molto meno di quello che è andato nel 2018 perchè una parte verrà da subito assorbita da Città di Castello e poi o troviamo una soluzione su Casone o troviamo una soluzione nell’Ambito 2;

  • la normativa consente di portare in discarica fino al 10% del rifiuto raccolto, oggi in Umbria siamo al 40-45%….in discarica ci finisce anche quello che non ci dovrebbe andare……. anche mettendo a punto tutte le politiche di efficientamento, riduzione e recupero, in Umbria l’impiantistica disponibile rimane quella delle discariche e le volumetrie utili sono estremamente limitate, necessitano ampliamenti nella prospettiva dei prossimi 15/20 anni, con i relativi problemi”;

  • Il vigente Piano Regionale dei Rifiuti prevede la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso gli inceneritori, uno a Terni già operante, ma solo per il pulper e uno nel perugino, ancora da localizzare e poi le discariche. Con la revisione del Piano nel 2015 è stata introdotta la possibilità di produrre il CSS (Combustibile Solido Secondario) da esportare fuori regione. Il Decreto SbloccaItalia ha però imposto la realizzazione di un termovalorizzatore in Umbria; attualmente sappiamo che il ministro dell’Ambiente Costa pensa di modificare il decreto e togliere questa imposizione….. Quindi l’AURI deve rispettare le disposizioni del Piano regionale, ma anche dimostrare che attraverso il CSS non c’è la necessità di incenerimento perchè le tonnellate annue da mandare ad incenerire risulterebbero inferiori a 130 mila”.

Alla preoccupante situazione sopra descritta si aggiungono i disservizi e i disagi provocati ai cittadini dall’introduzione da parte del Comune di Perugia del nuovo sistema di raccolta differenziata domiciliare dei rifiuti denominato “TRIS”.

IDEE E PROPOSTE

– graduale e progressivo superamento del sistema di raccolta rifiuti TRIS attraverso l’installazione di cassonetti interrati con apertura elettronica delle colonnine tramite un microchip associato a ciascuna utenza;

– incrementare ulteriormente la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti per raggiungere i livelli dei Comuni più virtuosi d’Italia;

– efficientare e/o sostituire gli impianti di selezione e separazione dei materiali di scarto raccolti con l’obiettivo di ottimizzare la “quantità” e la “qualità” del rifiuto da riciclare e/o da conferire ai Consorzi obbligatori (Conai, Corepla, Coreve, Raee ecc ecc);

– realizzare un impianto di produzione di bio-metano prodotto dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) da immettere nella rete SNAM;

– chiusura del ciclo di trattamento dei rifiuti attraverso la realizzazione di impianti alternativi all’inceneritore/termovalorizzatore quali: TMB (trattamento meccanico biologico a freddo), gassificazione, pirolisi ecc.

– con riferimento agli aspetti squisitamente politici, a chi osserva che il Comune di Perugia detiene “solamente” una partecipazione di minoranza pari al 45% del capitale della Gesenu S.p.A. e, quindi, non avrebbe mezzi e strumenti giuridici per incidere sulle politiche aziendali, si fa presente che dal coordinamento tra le norme previste dal TUSP (Testo Unico delle Società Partecipate D.Lgs. n° 175/2016) e le previsioni statutarie Gesenu (art. 12 dello Statuto), la stessa Gesebu rientra nella definizione di “Società a Controllo Pubblico”. Per l’effetto il Comune di Perugia “avrebbe dovuto assolvere a tutte le prescrizioni riferite alle società a controllo pubblico” (Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per l’Umbria: Piano di ricognizione e revisione straordinaria delle partecipazioni societarie (art. 24 del D. Lgs. n. 175/2016 – anno 2017). Di talchè il Comune di Perugia – oltre al controllo economico-finanziario della società partecipata Gesenu e al monitoraggio delle partecipazioni detenute indirettamente dallo stesso Comune tramite Gesenu – dovrebbe assumere, nell’interesse pubblico, un ruolo pro-attivo nella definizione delle strategie di investimento di Gesenu e delle decisione aziendali finalizzate al conseguimento dell’oggetto sociale: gestione dei rifiuti e dell’igiene urbana di Perugia.

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Adattato da Rita Persichini