Aprile 14, 2019

Programma: Welfare e spesa sociale

Welfare e spesa sociale

LO SCENARIO

In Umbria nel biennio 2015-2016 la spesa sociale pro capite è crollata dell’11,1% passando da 117 a 104 euro. Lo rivela un’elaborazione dell’Unione Europea delle Cooperative (Uecoop) in base agli ultimi dati Istat 2018 relativi ai bilanci degli enti locali.

Nella classifica “Qualità della vita 2018” elaborata dal Sole 24 Ore, relativamente al parametro “Spesa sociale degli enti locali per abitanti” la Provincia di Perugia ricopre la 37° posizione (Fonte: Istituto Tagliacarne 2017).

L’Umbria è una delle regioni più longeve d’Italia: i grandi anziani, ovvero i cittadini con più di 75 anni, rappresentano l’11% della popolazione umbra.

Nel bilancio del Comune di Perugia relativo all’esercizio finanziario 2017 al capitolo di spesa “Diritti sociali, politiche sociali e famiglie” l’importo relativo ai servizi a sostegno delle famiglie ed in favore della cooperazione-associazionismo risulta pari a “zero”.

In tale quadro di riferimento appare sempre più urgente potenziare il sistema di welfare ed i servizi per l’assistenza sociale e sanitaria unendo le forze pubbliche a quelle private per un razionale ed efficace impiego delle risorse disponibili.

IDEE E PROPOSTE

– istituire “Centri Multi-Servizi Anziani”, anche in collaborazione con gli operatori del terzo settore, con l’obiettivo di risolvere problemi e questioni quotidiane (consegna spesa a domicilio, acquisto biglietti/abbonamenti trasporti urbani, richiesta certificati, prenotazioni visite mediche, selezione badanti ecc ecc)

– istituire un “Comitato Coordinamento Permanente Anziani” per ciascun quartiere/zona con il compito di analizzare i fabbisogni e le necessità di servizi ed iniziative orientate alla popolazione anziana;

– istituire un “Registro di assistenti familiari” (badanti) sulla base di capacità e competenze lavorative riconosciute a seguito di percorsi di formativi professionali specializzati nella cura ed assistenza alle persone. Sviluppare la sperimentazione di un servizio badante di condominio/quartiere/zona, una forma di lavoro condiviso che, oltre a generare economie di spesa, favorisce la socializzazione tra anziani e loro famiglie;

– trasporto pubblico riservato agli anziani e ai disabili con piccole navette ad alimentazione elettrica;

– canalizzare le capacità lavorative degli anziani ancora attivi verso servizi di volontariato civico e non (portierato, controllo del territorio, cura verde pubblico ecc)

– sperimentare, soprattutto per anziani non autosufficienti, soluzioni di domotica di sicurezza e di autonomia in combinazione con servizi di care giver;

– favorire rapporti intergenerazionali attraverso diversificate soluzioni di co-housing tra anziani e studenti universitari;

– incrementare spazi di incontro e socialità per anziani inseriti in contesti associativi e culturali intergenerazionali evitando di isolarli all’interno dei classici “centri per anziani”;

– alfabetizzazione tecnologica anziani: organizzare mini corsi di formazione per l’uso quotidiano di internet e del telefonino con l’obiettivo di imparare ad usare Whatsapp, a scrivere una mail, a fare la spesa online o a verificare l’accredito della pensione senza recarsi all’ufficio postale; aiutare chi non è nato e cresciuto “digitale” a orientarsi apprendendo in maniera pratica e veloce alcune nozioni di base per l’utilizzo di computer, tablet e social network.

– rende gratuito l’utilizzo degli impianti sportivi comunali a tutti i disabili e le associazioni che li accompagnano.

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Adattato da Rita Persichini