Aprile 26, 2019

Relazione di sintesi sulle società partecipate dal Comune di Perugia e considerazioni della Corte dei Conti

Relazione di sintesi Piano di ricognizione e revisione straordinaria delle partecipazioni societarie (art. 24 del D. Lgs. n. 175/2016) – anno 2017Corte dei Conti Sezione Regionale di Controllo per l’Umbria:

Partecipazioni dirette Comune di Perugia

– Conap S.r.l. (quota di partecipazione 52,72%)

– Umbria Acque S.p.A. (quota di partecipazione 33,33%)

– Gesenu S.p.A. (quota di partecipazione 45%)

– Sase S.p.A. (quota di partecipazione 6,25%)

– Teatro Pavone S.r.l. (quota di partecipazione 4,4%)

– Umbria Digitale S.c.a.r.l. (quota di partecipazione 5,09%)

– Minimetrò S.p.A. (quota di partecipazione 70%)

* * *

Conap S.r.l.

Attività: infrastrutture acquedotto

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

d) società priva di dipendenti;

e) società che svolge attività analoghe o similari a quelle di altra partecipata;

f) presenza di perdite nei 5 esercizi precedenti;

g) necessità di contenimento dei costi di funzionamento.

La Corte conferma la necessità di procedere con immediatezza alla razionalizzazione della partecipazione.

Umbria Acque S.r.l.

Attività: gestione servizio idrico integrato

Note:

– Il Comune di Perugia ha comunicato che “non ci sono società con cui è necessaria l’aggregazione”.

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

Tenuto conto che la società svolge un servizio di “interesse economico generale” i cui costi sono addebitati ai cittadini mediante l’applicazione delle tariffe, sarebbe stato necessario effettuare, in sede di revisione straordinaria delle partecipazioni, una puntuale analisi di congruità dei costi di funzionamento della partecipata, in una prospettiva di razionalizzazione della gestione e di contenimento dei medesimi.

Nell’erroneo convincimento che la partecipata non sia qualificabile come “società a controllo pubblico”, il Comune di Perugia ha omesso di riferire in merito alle numerose disposizioni che implicano detta qualifica, disattendendo le relative richieste istruttorie.

In dettaglio il Comune di Perugia non ha ottemperato ai seguenti obblighi di legge:

· art. 6: obbligo della società partecipata di predisporre la “relazione sul governo societario ” nella quale siano indicati i programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale (comma 2) e gli eventuali strumenti di governo societario di cui al comma 3;

· art. 11, comma 3: obbligo di prevedere un amministratore unico ovvero, sulla base di delibera motivata, un consiglio di amministrazione composto da tre o cinque membri, in alternativa all’adozione di uno dei sistemi alternativi di amministrazione e controllo previsti dal codice civile;

· art. 11, comma 4: obbligo di assicurare nella scelta degli amministratori l’equilibrio di genere, almeno nella misura di un terzo, nel rispetto dei criteri stabiliti dalla legge 12 luglio 2011, n. 120;

· art. 11: obbligo di previsione nello Statuto della società partecipata degli elementi di cui al comma 9 entro il 31 luglio 2017;

· art. 19: adozione da parte della società partecipata dei provvedimenti che fissano criteri e modalità per il reclutamento del personale, nel rispetto di quanto previsto dall’art. 35, comma 3, del d. lgs. n. 165/2001 (comma 3);

· art. 19: emanazione, da parte degli enti pubblici partecipanti, del provvedimento di fissazione degli obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sul complesso delle spese di funzionamento della società partecipata (comma 5);

· art. 25: obbligo della società partecipata a controllo pubblico di effettuare una ricognizione del personale in servizio per individuare eventuali eccedenze, entro il 30 settembre 2017 (comma 1);

· art. 26: obbligo della società partecipata di adeguare il proprio Statuto alle disposizioni del T.U.S.P. entro il 31 luglio 2017.

Gesenu S.p.A.

Attività: raccolta, trattamento e smaltimento rifiuti

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

Non appare motivata l’affermazione del Comune di Perugia secondo la quale a fronte di una contrazione del volume di affari della partecipata “non si ravvisano necessità del contenimento dei costi di funzionamento”.

Il Comune di Perugia avrebbe dovuto effettuare un’analisi economico-finanziaria della partecipata e/o dei risultati misurabili in funzione dell’eventuale predisposizione di un piano di contenimento e razionalizzazione dei singoli costi di gestione. L’obbligo di effettuare questa analisi economico-finanziaria si desume anche dall’art. 16) del Contratto di Servizio stipulato dal Comune di Perugia con Gest (e, quindi, con Gesenu), che prevede due livelli di monitoraggio che lo stesso Comune di PG deve effettuare nei confronti del concessionario del servizio:

  • esame degli indicatori tecnico-economici del servizio

  • controllo territoriale sull’effettivo servizio svolto da Gesenu

Siccome la Gesenu in base al coordinamento tra le norme previste dal TUSP (Testo Unico delle Società Partecipate D.Lgs. n° 175/2016) e le previsioni statutarie della società Gesenu (art. 12 dello Statuto), rientra nella definizione di “Società a Controllo Pubblico”, il Comune di Perugia avrebbe dovuto assolvere a tutte le prescrizioni riferite alle società “a controllo pubblico ” di cui agli articoli 6, commi 2 e 3; 11, commi 2, 3, 4 e 9; 19, commi 3 e 5; 25, comma 1; 26 del TUSP. Si rileva altresì l’omessa estensione del monitoraggio, finalizzato alla revisione straordinaria di cui all’art. 24 del TUSP, a tutte le “partecipazioni indirette ” detenute dal Comune per il tramite della “controllata ” GESENU.

Sase S.p.A.

Attività: gestione dell’aeroporto umbro

Note:

– il Comune di Perugia ha precisato di non essere mai intervenuto per la copertura delle perdite, avvenuta “con gli strumenti civilistici”.

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

La presenza di servizi che rivestono un “interesse generale” non esclude l’obbligo di analizzare la posizione economico-finanziaria della società ai fini della eventuale predisposizione di un piano di razionalizzazione dei costi di funzionamento, specie se, come nel caso specifico, la gestione economica della partecipata per più anni è risultata deficitaria.

In ogni caso l’opzione per il mantenimento della partecipazione andava corroborata da:

a) dell’analisi comparativa dei costi – attuali e potenziali – che gravano (anche in prospettiva o indirettamente) sul bilancio dell’Ente;

b) delle prospettive di razionalizzazione della gestione e, in particolare, un piano strutturato di contenimento dei costi;

c) dell’informazione sul raggiungimento degli obiettivi cui erano stati subordinati gli eventuali finanziamenti alla società partecipata.

Non sembra tuttavia che il Comune di Perugia abbia utilizzato sistema di controllo economico-finanziario in sede di revisione straordinaria della partecipata SASE S.p.A.

Inoltre, benché – in altro contesto – abbia comunicato alla Sezione lo stato dei rapporti di debito-credito con la partecipata, il Comune di Perugia non ne ha tenuto conto in sede di revisione straordinaria, nell’ambito di un’analisi unitaria della situazione economico-finanziaria della partecipata, né ha evidenziato le ripercussioni sul proprio bilancio delle perdite sofferte dalla società.

Dall’insieme delle comunicazioni e dei dati pervenuti dai soci la Corte rileva sinteticamente quanto segue:

– la Regione, la Provincia di Perugia, il Comune di Marsciano e il Comune di Bastia Umbra hanno erroneamente interpretato la norma che definisce le società “a controllo pubblico” di cui all’art. 2, comma 1, lett. b) e m) del TUSP, omettendo conseguentemente di attivarsi per assicurare l’attuazione delle disposizioni in tema di società controllate;

– l’analisi delle vicende economico-finanziarie della partecipata, necessaria ai fini della eventuale razionalizzazione dei “costi di funzionamento ” (cfr. art 20, comma 2, lett. f, del TUSP), non è stata effettuata con la necessaria puntualità ed analiticità da tutti gli enti partecipanti;

– le risultanze dei piani di contenimento dei costi, predisposti per lo più in termini approssimativi da alcuni Enti, non sono state convertite in formali proposte presentate all’esame dell’assemblea dei soci;

– lo stesso vale per la fissazione degli obiettivi specifici – annuali e pluriennali – sul complesso delle spese di funzionamento della società partecipata (art. 19, comma 5, TUSP);

– l’esame dei costi che gravano sul bilancio degli enti nonché delle modalità di ripianamento delle perdite societarie, non è stato affrontato in termini esaurienti da tutti gli enti partecipanti e, in particolare, dalla Provincia di Perugia;

– la società partecipata non ha predisposto la “Relazione sul governo societario ” (cfr. comunicazione della C.C.I.A.A. di Perugia), né ha tempestivamente predisposto il programma di “valutazione del rischio di crisi aziendale ” di cui all’art. 6, commi 2, 3 e 4, del TUSP;

– non sono state esplicitate le motivazioni della deliberazione di rinuncia alla nomina dell’Amministratore Unico (art. 11, comma 3, TUSP);

– nello statuto della partecipata non sono state recepite le disposizioni di cui al comma 9, dell’art. 11, del TUSP ;

– non è stata confermata l’emanazione del regolamento che fissa criteri e modalità per il reclutamento del personale ex art. 19, comma 3, del TUSP;

– gli enti partecipanti hanno omesso di prospettare gli esiti della ricognizione funzionale alla individuazione di eventuali eccedenze del personale ex art. 25, comma 1, del TUSP;

– lo Statuto della società non è stato adeguato alle disposizioni del TUSP entro il 31.7.2017 (art. 26, comma 1, TUSP);

– infine, gli enti partecipanti non hanno menzionato la data di nomina degli attuali amministratori, né indicato i motivi che escluderebbero l’applicazione della norma contenuta all’art. 28, comma 1, lett. e), del TUSP che ha implicitamente confermato il disposto dell’art. 1, comma 734, della legge n. 296/2006, secondo cui “Non può essere nominato amministratore di ente, istituzione, azienda pubblica, società a totale o parziale capitale pubblico chi, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia chiuso in perdita tre esercizi consecutivi ”.

Teatro Pavone S.r.l.

Attività: esercizio di spettacoli teatrali, cinematografici, musicali e simili.

Note:

– Con atto del 2016 la società ha ceduto gratuitamente al Comune di Perugia l’usufrutto del teatro per 15 anni con onere di procedere al restauro (costo stimato Euro 700 mila circa);

– Per stessa ammissione del Comune “…il risultato negativo della partecipante negli ultimi anni è stato causato da un limitato utilizzo del teatro” (Fatturato 2015 Euro 55.000 circa con Euro 12.000 di perdita).

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

In sede di revisione della partecipazione il Comune di Perugia non ha tenuto conto dei seguenti fattori che, ai sensi dell’articolo 20, comma 2, del TUSP, pongono l’esigenza della razionalizzazione:

– specificazione dell’<interesse generale> alla fruizione dei servizi resi dalla partecipata (lettera a del citato art. 20; art. 4, comma 2, lettera a; art. 2, comma 1, lettera h);

– assenza di dipendenti o numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti (lettera b);

– fatturato medio nell’ultimo triennio non superiore a 500.000,00 euro (lettera d);

– risultato negativo negli ultimi quattro esercizi (lettera e);

– eventuale necessità di contenimento dei costi di funzionamento (lettera f).

La gestione deficitaria della partecipata avrebbe richiesto, in ogni caso, un’approfondita analisi della situazione economico-finanziaria della società partecipata, con specificazione dei costi e dei fattori che hanno determinato il risultato negativo negli ultimi anni nonché delle prospettive di miglioramento dei risultati di gestione, nonché degli oneri – attuali e potenziali – che gravano sul bilancio dell’Ente. Manca, in particolare, l’analisi dei costi della produzione (nel 2015 pari a 80.827,00 euro), così come non risultano assunte iniziative volte a verificare l’eventuale “necessità di contenimento dei costi di funzionamento ” di cui all’art. 20, comma 2, lett. f) del TUSP ed a proporre, nelle competenti sedi, un piano di razionalizzazione dei medesimi.

Umbria Digitale S.c.a.r.l.

Attività: gestione e sviluppo del settore ICT, secondo il cosiddetto modello “società in house” al servizio della Regione Umbria, dei Comuni dell’Umbria e degli altri organismi pubblici consorziati.

Eroga servizi per lo sviluppo e la gestione della rete pubblica regionale per la diffusione della Banda Larga e dei servizi infrastrutturali della Community Network (CN) nonché del Data Center Regionale Unitario (DCRU), operando anche per la produzione di beni e la fornitura di servizi strumentali alle attività degli enti pubblici partecipanti in ambito informatico, telematico e per la sicurezza dell’informazione; cura altresì le attività relative alla gestione del Sistema Informativo Regionale dell’Umbria (SIRU) e alla manutenzione delle reti locali e delle postazioni dei consorziati, configurandosi come centro servizi territoriale.

Note:

– ex Webred

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

Trattasi di società a “controllo pubblico” ex art. 2, comma 1, lettera m) e b) del TUSP. La sussistenza di un “interesse generale” alla fruizione dei servizi resi dalla società, di per sé esclude l’obbligo di dismettere la partecipazione ai sensi dell’art. 20 del TUSP, salvo l’applicazione delle restanti disposizioni del TUSP.

La Corte richiede un’apposita rappresentazione unitaria e dettagliata dell’analisi economico-finanziaria e, in particolare, dei costi della produzione della partecipata, riconducibile all’iniziativa esclusiva degli enti partecipanti e direttamente funzionale alla revisione della partecipazione.successiva ricognizione dei relativi livelli di realizzazione.

I controlli sulle spese di funzionamento, effettuati dagli Enti in sede di approvazione del bilancio di esercizio e del budget previsionale, non escludono l’obbligo di corrispondere puntualmente alle prescrizioni del TUSP, provvedendo – tra l’altro – alla formale fissazione degli obiettivi di contenimento delle spese di funzionamento e [di] quelle per il personale ai sensi dell’art. 19, comma 5, del TUSP e alla

Minimetrò S.p.A.

Attività: Progettazione, realizzazione e gestione del Minimetrò di Perugia

Note:

– il Consiglio comunale con atto n. 6 del 10.1.2018 ha deliberato l’alienazione di tutte le quote detenute dall’Ente nella società Minimetrò S.p.A.;

– i risultati positivi della gestione economica sono stati conseguiti grazie essenzialmente alla erogazione di un consistente contributo/corrispettivo da parte del Comune (7.950.000 nel 2015, 7.900.000 nel 2016 e € 7.895.773 nel 2017) previsto dal contratto di servizio:

– secondo il Comune di Perugia la partecipazione ha un valore stimato di cassa pari a Euro 4 milioni realizzabile in 6/8 mesi (comunicazione inoltrata alla Corte dei Conti nel mese di ottobre 2017).

Considerazioni e criticità evidenziate dalla Corte dei Conti

Il Comune di Perugia non ha comprovato la sussistenza delle condizioni che connotano l’“interesse generale ” dell’attività svolta dalla società.

Il Comune di Perugia ha l’obbligo di provvedere, comunque, all’analisi economico-finanziaria della società partecipata e/o dei risultati misurabili e, in particolare, all’analisi comparativa dei costi – attuali e potenziali – che gravano (anche in prospettiva o indirettamente) sul bilancio dell’Ente, individuando ogni prospettiva di razionalizzazione della gestione, finalizzata alla eventuale predisposizione di un piano strutturato di contenimento dei costi.

Siccome Minimetrò S.p.A. è soggetta a “controllo pubblico” avrebbe dovuto adeguare il proprio statuto entro il 31 dicembre 2017.

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Adattato da Rita Persichini